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Trento, 23 maggio 2015
ECOREATI, una legge salvainquinatori!
di Marco Ianes

Una nuova legge sui reati ambientali è stata varata l’altro giorno dal nostro parlamento. Verrebbe da dire finalmente, poiché l’ambiente in cui viviamo ha bisogno di essere tutelato da speculatori senza scrupoli, che mettono a repentaglio la salute delle persone, degli animali e l’integrità dell’ecosistema in cui viviamo.

Senonché, c’è un avverbio che rende la legge molto poco attuabile, anzi apre le porte a condoni paurosi su situazioni devastanti che viviamo nel nostro Paese. L’avverbio è “abusivamente”. Come un avverbio può inficiare l’efficienza di una legge? Presto spiegato. La legge sui cosiddetti “ecoreati”, prevede all’articolo 452 quater la definizione di disastro ambientale, rilevato come tale solo se cagionato, appunto, “abusivamente”. Ma che significa? Facciamo un esempio pratico. L’azienda “X” produce acciai e, per definizione emette inquinanti in atmosfera, che sono regolamentati da soglie; per svolgere l’attività, l’azienda ha bisogno di un’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA); se, però, l’azienda emette inquinanti fuori soglia, causando danni ambientali, avendo l’autorizzazione a produrre, non rientra più nella perseguibilità di disastro ambientale, poiché non era abusiva, ma autorizzata! Rimane il provvedimento amministrativo, rimane l’obbligo di sistemare gli impianti, ma le responsabilità non sono più penali, non vi sarà più certezza della pena per chi ha causato danni, magari irreversibili o magari molto gravi per la salute di tutti. Il tutto per un avverbio inserito, appunto “abusivamente”.

Le prime notizie che ci giungono sono, per esempio, proprio sul caso ILVA a Taranto; sembra che l’azienda, nota per  l’elevato inquinamento causato a Taranto, che ha determinato incrementi paurosi del tasso tumorale dei cittadini, appena appresa l’approvazione della nuova legge, stia cambiando strategia. Non più patteggiamento della pena, con conseguenti indennizzi a chi ha subito tali comportamenti, bensì scelga di andare in giudizio, poiché con questo nuovo impianto normativo, non essendoci abusività nell’attività, le responsabilità penali verrebbero meno.  Oltre al danno, per la popolazione tarantina, anche le beffe!

Lo stesso magistrato Guariniello, in questi giorni, ha dichiarato che questa legge rischia davvero di creare dei veri e propri salvacondotti per chi ha impunemente inquinato l’ambiente, per scopi di profitto e con il totale disinteresse della salute pubblica. E cita come esempio proprio il processo Eternit, altro disastro ambientale che coinvolge praticamente tutto il Paese, perché il problema amianto è diffuso ovunque.

La legge emanata è stata votata da quei parlamentari che nel corso di questi anni hanno determinato scelte assurde per la tutela ambientale del nostro Paese, ma la cosa che più stupisce è stata votata e acclamata come una vittoria anche dal Movimento 5 stelle, che solitamente si contraddistingue per essere a tutela dell’ambiente. Possibile che sia sfuggita loro una così eclatante truffa? Perché proprio di questa si tratta. Una truffa perpetrata ai danni di tutti i cittadini, che vedranno impuniti personaggi troppo spesso ricorrenti nel panorama industriale italiano, affaristi che antepongono gli interessi economici al bene collettivo e non sto parlando di bene economico, ma della salute di tutti.

Svendere così la salute pubblica e l’integrità dell’ambiente in cui viviamo è un altro passo indietro del nostro Paese, sempre più in balìa di interessi lobbistici fortissimi, che continuano ad influenzare scelte politiche insostenibili. Siamo accusati, noi Verdi, di essere i soliti disfattisti, ma forse abbiamo la capacità di guardare oltre gli interessi di pochi, forse abbiamo ancora un po’ di coraggio per denunciare queste oscenità italiane.

Pur restando fuori dalle logiche spartitorie del potere, continuiamo a combattere per un mondo migliore, per un ambiente migliore. Non a caso stiamo studiando un ricorso alla corte europea, perché non è possibile pensare di lasciare impuniti coloro che causano morti e devastazioni ambientali, provate e consolidate come nell’esempio di Taranto. Non può essere che un Paese tuteli sempre gli interessi di pochi a scapito di tutti.

Dobbiamo alzare la voce, come cittadini e protestare; ne va della nostra incolumità, della nostra salute e di quella dei nostri figli. Se lasciamo credere che l’impunità diventa parte del sistema, il sistema stesso collassa e perdiamo ogni credibilità. Se non l’abbiamo già persa!

 

      
   

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