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Trento, 16 maggio 2024
L’impegno della Provincia di Trento sul tema
della mobilitÀ sostenibile e della sicurezza stradale.

Interrogazione a risposta scritta presentata da
Lucia Coppola consigliera provinciale/regionale di Alleanza Verdi e Sinistra

Il tragico episodio di violenza stradale di cui è stato vittima un giovane ragazzo, riporta l’attenzione sulla sicurezza legata all’utilizzo della bicicletta anche come mezzo di trasporto negli spostamenti abituali quotidiani. La tragedia accaduta rimette brutalmente al centro il tema della violenza stradale e l’urgenza di contrastare comportamenti piuttosto diffusi quando ci si mette al volante e si ignorano i diritti dei pedoni e dei ciclisti, superando i limiti di velocità consentiti e non rispettando il Codice della Strada.

La bicicletta assicura un contributo significativo a una mobilità sostenibile sotto il profilo ambientale, considerato che non genera inquinamento né produce rumore. Nelle aree urbane, un maggior numero di biciclette contribuisce a ridurre la congestione del traffico e il consumo di energia degli spostamenti. Da diversi studi emerge che le emissioni di CO2 dovute ai trasporti potrebbero essere ridotte sostituendo i viaggi brevi in automobile con spostamenti in bicicletta, tutte le volte che è possibile.

Inoltre, in genere, i parcheggi per le biciclette non prevedono alcun pagamento, il che rende questo mezzo di trasporto ancora più conveniente. L’uso della bicicletta può quindi ridurre sostanzialmente le spese di viaggio, rendendo spesso superflua nelle famiglie una seconda vettura, consentendo di risparmiare in misura considerevole.

Sarebbe interessante capire se l’impegno assunto dalla Giunta provinciale nel 2020 di avviare un Tavolo di confronto con i soggetti interessati, cominciando da Comunità e Comuni, e avente per oggetto il tema della mobilità e in particolare della mobilità ciclabile, sia mai stato attuato. Posto che, tra l’altro, in provincia di Trento non esiste un Piano per la Mobilità.

Apprezzo quanto ha fatto il Comune di Trento, che ha creato percorsi ciclopedonali protetti, anche implementando il restringimento delle strade. Ma molto resta ancora da fare per quanto attiene a parcheggi videosorvegliati per le biciclette nelle stazioni; cicloparcheggi nei nodi di interscambio, rastrelliere, box bici, finanziamento ai comuni per la realizzazione delle ciclabili interne, incentivi economici ai lavoratori per il “bike to work”, rendere gratuito il servizio di bike sharing e-motion per i possessori di abbonamento al trasporto pubblico locale; garantire l’accessibilità delle biciclette sui mezzi pubblici; completare la rete provinciale delle piste ciclabili (collegamenti tra Trento, l’Altopiano della Vigolana, la Val di Non e la Valle dei Laghi su tutte).

Resta completamente inesplorato il tema della sicurezza dei ciclisti, viste anche le statistiche nazionali, e purtroppo anche locali, che evidenziano un numero elevato di scontri, anche mortali.

Riprendo le considerazioni di un noto ciclista trentino “Ė una follia pensare che i giovani non possano più andare in bicicletta perché la strada è pericolosa. Si stanno invertendo le responsabilità: bisogna fare qualcosa e subito e la ‘rivoluzione’ deve essere strutturale. Lo Stato e le amministrazioni locali devono capire che così non si può andare avanti. Si restringano le carreggiate e si facciano le corsie per i ciclisti. Sono anni che chiediamo il metro e mezzo.”

Ciò premesso

 interrogo il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

– se è stato istituito il Tavolo di coordinamento per la mobilità sulle due ruote previsto dall’ordine del giorno n 171 del 2020 sul progetto per la mobilità ciclabile;

– su quali punti di impegno si è iniziato a lavorare e con quali risultati;

– se non si intenda doveroso andare oltre la semplice espressione di cordoglio, intervenendo sulle nostre strade con lo scopo di renderle più sicure;

– in che misura si ritenga rispettato il limite di velocità e con quali azioni si pensi di educare la comunità a riconoscere e abbandonare i diffusi comportamenti incuranti alla guida, considerando invece le strade come luoghi di condivisione tra più utenti e non appannaggio esclusivo di chi conduce mezzi a motore;

– se si pensa di attivare campagne di comunicazione stradale rivolte alla cittadinanza (automobilisti, ciclisti e pedoni) fondate sull’idea di una particolare attenzione e responsabilità nei confronti degli utenti vulnerabili della strada;

– se non si ritenga utile un sondaggio rivolto alla popolazione trentina per conoscere le sue esigenze di trasporto, sia per motivi di lavoro e di studio che per il tempo libero, quante persone ritengono utile un maggiore utilizzo della bicicletta, le carenze e le criticità che riscontrano nei loro spostamenti con questo mezzo.  Ciò per meglio comprendere come pianificare una mobilità sostenibile, economica, sicura ed efficiente, dove la bicicletta possa diventare, anche in chiave di sviluppo turistico, una reale alternativa all'automobile, in sicurezza.

 

      Lucia Coppola

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