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| Lucia Coppola - attività politica e istituzionale | |||||||||
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Trento, 10 maggio 2018 Credo che la vicenda degli alberi di Rovereto, entrati loro malgrado in una programmazione urbanistica che ha deciso in modo unilaterale l'abbattimento di numerose piante in buono stato, sacrificate in nome di una rivisitazione complessiva degli assetti cittadini, abbia molto da insegnare, soprattutto agli amministratori. Credo anche che la grande partecipazione di popolo, abitanti, associazioni e partiti, politici di varia estrazione, perlopiù inascoltati dal Comune di Rovereto che ha deciso comunque di proseguire per la propria strada, sia un esempio lampante della scarsa propensione alla negoziazione, a decisioni partecipate (come avviene in molte città europee e del mondo) quando si determinano modifiche importanti al paesaggio e alla qualità della vita delle persone. Ed è certo che il taglio di viali alberati, che hanno una lunga storia di vita e di relazione con l'ambiente, le persone, la biodiversità, il clima e gli animali che vi trovano rifugio, è un elemento di profonda destabilizzazione che il Comune di Rovereto ha colpevolmente sottovalutato, agendo in modo inappropriato e autoritario. Che si debba difendere il proprio operato con le forze dell'ordine, infatti, è un indicatore che dovrebbe far riflettere e, se del caso, ritornare indietro e trovare soluzioni differenti e più consone ad una città governata democraticamente.
Ecco perché è comprensibile il dolore, il disappunto, il dispiacere, e la ferma opposizione, purtroppo inutile, con cui i cittadini e le associazioni ambientaliste hanno contrastato le scelte drastiche e la superficialità con cui si è affrontato il tema urbanistico, che è diventato anche ambientale, della città di Rovereto. Chi ha a cuore la qualità ambientale e della salute pubblica sa bene che queste passano anche dalla produzione di ossigeno, soprattutto delle piante di alto fusto, dalla funzione di filtro contro le polveri sottili, dall'immagazzinare i gas serra, responsabili dei devastanti cambiamenti climatici, dalla riduzione del rumore, dalla regimazione delle acque meteoriche. Ora chi restituirà ai cittadini di Rovereto, privati a quanto sembra del 13% del loro patrimonio arboreo da questa programmazione compulsiva di tagli selvaggi, funzioni, paesaggio, sentimento?
Lucia Coppola
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