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    assemblea nazionale Chianciano - 18-20 luglio 2008
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Roma, 21 luglio 2008
Francescato: l‘ambiente È una prioritÀ
Noi Verdi risaliremo la china

dall'Assemblea nazionale dei Verdi a Chianciano, 18-20 luglio 2008
da l’Unità di lunedì 21 luglio 2008

Grazia Francescato lei è stata nuovamente eletta alla guida dei Verdi. Ha davanti un partito che appare diviso e che non è rappresentato in Parlamento.

«La strada che abbiamo davanti non è in salita: è una parete verticale. Servirà molta forza per tentare di risalire. Però è un dovere. Lo dobbiamo al partito, ai nostri elettori, ai cittadini. Perché c’è ancora bisogno dei Verdi nel nostro Paese».

I cittadini alle ultime elezioni non vi hanno premiato...
«La questione ambientale, dopo tanti decenni, è al top dell’agenda politica mondiale e dovrebbe esserlo anche in quella italiana. Il ruolo dei Verdi dovrebbe essere quello di custodire un ambientalismo radicale. La questione ambientale è connessa molto strettamente a quella economica e sociale».

Alleanze?
«Il tema delle alleanze è un tema forte. Soprattutto tenendo conto che in Italia si sta andando verso un periodo di deficit di democrazia. Questo è un Paese in cui, accanto allo smantellamento delle conquiste sul tema ambientale c’è uno smantellamento ancora più pauroso per quello che riguarda lo stato di diritto. Noi dobbiamo quindi battere questo centro-destra. Questo è l’obiettivo prioritario. E quindi dobbiamo ricostruire un tessuto di rapporti positivi all’interno di tutto il centrosinistra e della inistra in particolare. Chi va da solo non ottiene grandi risultati se non quello di danneggiare molti».

Voi venite dall’esperienza poco felice della Sinistra Arcobaleno. Da Verdi ritenete dl aver commesso degli errori?
«È stata una scelta condivisa e per certi versi obbligata perché con queste leggi elettorali noi dovevamo per forza scegliere di fare questo tipo di alleanza. Certo dentro quel progetto c’era un tema importante che non va sprecato: ed era la possibilità di mettere insieme ragioni del lavoro e ragioni dell’ambiente, difesa dei diritti umani e civili, della pace. Tutti temi che la sinistra ha sempre condiviso. Ora chiaramente non si può riproporre uno schema che ha fallito in questo modo, però vorrei che queste questioni forti venissero mantenute salde. Un matrimonio tra economia e ecologia passa dal mettere insieme ragioni del lavoro e ragioni dell’ambiente».

Una collocazione nel centro-sinistra, ma dove?
«Naturalmente nei Verdi ci sono varie anime. C’è un’anima che pensa che si possa fare un accordo con la sinistra, un’altra che privilegia il Pd, e c’è un’altra che pensa che si deve stare sotto le proprie bandiere, magari anche morirci, però restando soli e autonomi. Io cercherò di consultare tutto il partito al momento in cui, penso per le europee, avremo davanti questa opzione. Naturalmente ho le mie idee: sono sempre stata di sinistra non lo nascondo di sicuro. Ma mi devo fare garante di tutti».

Sul partito, anche durante questa Assemblea nazionale, incombe la presenza di Alfonso Pecoraro Scanio.
«Dobbiamo stare attenti, come ho detto in Assemblea, alla sindrome di Ambra e a quella di Piazzale Loreto. È assurdo pensare che io sono qui come propaggine di Pecoraro Scanio. Perché così non è. Ed è allo stesso modo inutile fare di Pecoraro il capro espiatorio quando invece la responsabilità delle scelte è stata collettiva».

Certo è che in questi anni siete rimasti inchiodati all’immagine di un «partito del no».
«Il vestito del “partito del no” ce l’hanno cucito addosso. E non a caso. Dicendo questi “no” abbiamo dato fastidio ai poteri forti, a interessi economici molto consistenti. Lei pensi cosa abbia significato dire no per primi al Ponte sullo Stretto di Messina, agli Ogm, al Cip6».

Quali «no» rivendicherete nelle prossime battaglie politiche?
«Di nuovo e fortemente il no al nucleare. Ma i nostri non saranno solo “no” ambientali. Diciamo di no alla vergogna della schedatura dei bambini rom, a questa politica sull’immigrazione, al cap pio che viene messo all’informazione libera, allo smantellamento della costituzione...».

Le prime cose che ha in agenda dal punto di vista organizzativo...
«
Dobbiamo chiudere con forme di tesseramento e di organizzazione interna che potevano lasciare spazio a piccoli clan di potere. E recuperare soprattutto il senso del “noi”. Un partito finisce quando prevale l’interesse dei singoli rispetto all’interesse collettivo».

Lei ha annunciato che tra un anno lascerà la guida del partito.
«Certo. Ho sessantuno anni. Ho già fatto una volta questo lavoro e lo faccio adesso proprio per senso del dovere. Sono una piemontese calvinista. Però, come tutte le donne, amo molto mettere insieme la vita e l’impegno sociale. So benissimo che stando in prima linea questo equilibrio salta. L’anno prossimo spero di lasciare a una leadership uomo-donna».

Come si sente, da Verde, a leggere che Berlusconi ha «ripulito» Napoli?
«Mi viene da ridere e da piangere. Conosco la vicenda dei rifiuti di Napoli da 14 anni. So che non è colpa dei Verdi perché se ci avessero ascoltato sulla raccolta differenziata, riciclo e recupero non ne staremo parlando. È il solito Berlusconi mago illusionista che agita la bacchetta magica e pensa che tutti ci cascheranno. Ma i problemi sono lungi dall’essere risolti».

 

Dall'Assemblea nazionale dei Verdi
a Chianciano,
18-20 luglio 2008

La nuova portavoce: «L’obiettivo è battere il centrodestra, bisogna costruire rapporti positivi all’interno di tutto il centrosinistra»

«Future alleanze? Per le europee consulterò tutto il partito, dove ci sono diverse anime. Ma io devo farmi garante di tutti»

«La responsabilità delle scelte è collettiva, Pecoraro Scanio non può essere il capro espiatorio»

«Sui rifiuti, Berlusconi è il solito mago illusionista che agita la bacchetta e pensa che tutti ci cascheranno»


vedi anche:
intervento
di Marco Boato


articolo de la stampa

vedi anche
ASSEMBLEE

 

 

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