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Trento, 23 novembre 2013
WHIRLPOOL PER tRATTARE IL RESIDUO
di Marco Ianes, co-portavoce Ecologisti e civici - Verdi europei
dal Trentino di sabato 23 novembre 2013

È possibile cambiare punto di vista e valutare ciò che scartiamo dai nostri usi quotidiani (rifiuti) come risorse da reimpiegare? Attorno a questa domanda ruota una visione diversa della gestione del problema dei rifiuti in Italia e anche in Trentino. Se siamo una terra all’avanguardia, abbiamo l’obbligo di cercare soluzioni all’avanguardia, il meno impattanti possibile sull’ambiente che, tutti, indistintamente dall’appartenenza politica, diciamo di voler preservare e tutelare.

Dunque, il Trentino ha la possibilità di avviare un percorso virtuoso, innovativo e eco-sostenibile: il percorso deve essere avviato politicamente, aprendo il dibattito per un periodo ben delimitato, di qualche mese, coinvolgendo associazioni ambientaliste, esperti di settore, politica provinciale e cittadinanza.

Trascorso tale periodo, il decisore politico potrà avere un panorama chiaro sulle strade possibili da percorrere, ma soprattutto avrà condiviso un percorso virtuoso con la cittadinanza, dando voce a tutti gli attori in campo.

Il ciclo produttivo di recupero dei materiali è un business in espansione, sfruttato sapientemente in molte realtà già consolidate, come ad esempio San Francisco, che non è proprio una piccola cittadina; può rappresentare un modo di fare green economy rispettoso dell’ambiente e proficuo sia per i privati da coinvolgere, sia per i cittadini.

Però, rimane sempre più necessario creare consenso sulle decisioni politiche che determineranno benefici o impatti sul sistema economico, ambientale e sociale collettivo; da qui parte la necessità di cambiare approccio e investire sul concetto di democrazia partecipata, analizzando le proposte che provengono dalla base, senza voler continuare a perseguire metodi che hanno portato, nel recente passato, a scontri poco costruttivi.

Il primo passo potrebbe essere, quindi, aprire un tavolo di dibattito per contribuire ad elaborare il futuro piano provinciale, senza calarlo dall’alto come è stato fatto nel passato, causando non pochi scontri e la nascita, inevitabile, di comitati di cittadini che hanno dovuto fare politica in maniera apartitica, per orientare diversamente i percorsi.

Il seguito della proposta potrebbe inserirsi nel dibattito sulla conversione industriale che riguarda il sito Whirlpool e provando a proporre alcuni ragionamenti di sviluppo sostenibile. Abbiamo una struttura che sarà messa a disposizione per attività industriali future e sarebbe auspicabile che tali attività potessero essere inquadrate in un ambito di sostenibilità ambientale d’avanguardia. Accostando a tale problema quello della “chiusura del cerchio dei rifiuti”, nasce la proposta di realizzazione di un impianto industriale di trattamento meccanico del residuo indifferenziato.

Il luogo ben si presterebbe per locazione, dato che è vicino alla tangenziale e pure all’autostrada, evitando così la costruzione di un ponte sull’Adige che sarebbe previsto per l’insediamento a Ischia Podetti e evitando, inoltre, un ulteriore costruzione di un ulteriore “scatolone” in cemento in quella zona. Nel sito Whirlpool, inoltre, vi è già una notevole disponibilità di energia elettrica prelevabile, data la fornitura in media tensione già presente per l’uso in corso, cosa invece non esistente a Ischia Podetti.

Marco Ianes
co portavoce Ecologisti e civici - Verdi europei

      

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