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Pergine, 11 maggio 2002
CALDONAZZO: SALVARE IL LAGO È PIÙ IMPORTANTE DELLA CICLABILE
Precisazioni dei Verdi di Pergine Valsugana
Comunicato stampa

Come spesso accade quando un tema appassiona i cittadini o quando si sente l’esigenza di dare una risposta concreta ad una necessità, anche nelle polemiche sulla pista ciclabile tra S.Cristoforo e Calceranica si è dimenticato di citare diversi elementi che consiglierebbero più cautela nel giudizio e nell’addossare responsabilità.

Innanzitutto è bene chiarire che i Verdi non sono contrari ad una pista ciclabile che colleghi Pergine a Calceranica. Semplicemente si è voluto, crediamo con onestà e lungimiranza, affrontare la questione in termini più ampi ponendosi e ponendo il problema dei rischi di un’ulteriore antropizzazione della già ridotta fascia costiera di un lago che è tra i più malati della provincia, la cui possibilità di balneazione è ogni anno permessa per una speciale deroga dei valori tollerati.

Ci si è posti da una parte il problema di salvaguardare un habitat lacustre, rimasto inalterato, grazie allo sbarramento della ferrovia, che ha un potere di rigenerare l’ambiente acquatico superiore ad ogni sistema di ossigenazione o depurazione delle acque e che funge da filtro naturale tra l’ambiente manipolato attraverso insediamenti o coltivazioni e il lago.

Questa non è solo la nostra opinione ma è condivisa anche da altre istituzioni o associazioni come il Museo Trentino di Scienze Naturali, il Servizio Faunistico provinciale, diverse associazioni naturalistiche, gli stessi pescatori, che hanno espresso più volte il loro parere critico nei confronti del attuale progetto.

Dall’altra ci si è interrogati sulla possibilità che il costante affollamento successivo all’intervento strutturale aumenti non di poco il disturbo alla fauna ittica e alle varie specie di volatili migratori che trova in quel luogo un ambiente tranquillo per la riproduzione, alterando così un delicato equilibrio naturale estremamente difficile da ripristinare una volta danneggiato.

Tutto questo a danno di un bacino così importante per il nostro territorio e in già gran difficoltà con il conseguente rischio di non poter disporre più di un’attrazione come quella che il lago di Caldonazzo ha sempre rappresentato per il turismo locale. Non si tratta quindi di difendere un po’ di canneto e quattro anatre, ma di un delicato eco-sistema.

Se la realizzazione di una pista mira al collegamento ciclabile sull’asse Monaco Venezia, nell’ottica del completamento di una rete ciclabile, allora non è necessario passare lungo il Lago di Caldonazzo ma risulta sicuramente meno costoso e altrettanto bello l’itinerario che da dietro il Castello di Pergine attraverso Loc. Pizzedi e Visintainer raggiunge la Strada dei Pescatori del Lago di Levico che con pochi interventi di sistemazione assolve già allo scopo.

Se invece si vuole soddisfare il collegamento locale Vi sono alcune possibilità a monte della strada provinciale. La prima un po’ più impegnativa è quella di sfruttare la vecchia strada napoleonica che transita all’altezza dei masi di Vigabona, la seconda tra questa e la provinciale usufruendo delle già esistenti strade adibite a scopo agricolo-forestale con alcuni interventi di sistemazione e collegamento.

Un'altra possibilità è la realizzazione della ciclabile lungo il lago di Caldonazzo sino al tratto pressochè esistente sin sotto l’Albergo Ciolda (Rane Nere) e poi proseguire con un sentiero naturalistico della larghezza di circa un metro che pur consentendo il transito pedonale limiterebbe di molto l’intervento umano sulla riva e il disturbo all’ambiente.

Tutta un’altra storia se invece si vuole una passeggiata lungolago larga 4m con quasi 300 m di tratti a sbalzo e sopraelevati sull’acqua, perchè questo prevede il progetto, che costa alcune centinaia di milioni di lire e che, come accennato, comporta dei rischi non indifferenti per il lago e, paradossalmente, per quel turismo che si vorrebbe rilanciare.

Su queste premesse (e non su strumentalizzazioni politiche) siamo disposti alla discussione e al confronto, sperando che tutti comprendano come la salute del lago e di chi lo frequenta siano indissolubilmente legate e ci auspichiamo che l’interesse dimostrato da tutte le forze politiche su quest’opera sia altrettanto visibile quando si parlerà di realizzare anche nel centro urbano percorsi sicuri ciclopedonabili.

Il gruppo Verdi di Pergine Valsugana

 

      
   

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